Autoregolazione

È esperienza comune a genitori ed educatori che si trovino a gestire bambini di 2-3 anni la difficoltà a contenere il comportamento di tali bambini. Conquistata l’autonomia necessaria a spostarsi con disinvoltura nell’ambiente, i bambini paiono porre nuove sfide agli adulti: il desiderio di esplorazione si accompagna alla scarsa maturità nel gestire i propri impulsi, le proprie emozioni e nel rispondere alle aspettative degli adulti. Questa particolare fase dello sviluppo in cui si evidenziano crescenti livelli di autonomia nei bambini si contraddistingue per l’emergere delle prime capacità di autoregolazione.

L’acquisizione progressiva di efficaci capacità di autoregolazione consente di mettere in atto e mantenere per il tempo necessario comportamenti adeguati alla situazione e in sintonia con i propri scopi, permette inoltre di inibire o modulare impulsi e risposte non opportune. Nel caso di bambini di in età prescolare, l’autoregolazione si esplica in un’accresciuta capacità di organizzare le sequenze comportamentali, in una più efficace capacità di interagire che oltre a consentire scambi duraturi con coetanei, permette la messa in atto di attività fondamentali per lo sviluppo; fra tali attività, per esempio, compare il gioco di finzione e successivamente le prime drammatizzazioni (“facciamo finta che io ero… e tu eri…”). L’autoregolazione influenza la capacità dei bambini di rispondere positivamente alle richieste degli adulti: consente loro di porre fine a un comportamento piacevole, come per esempio la manipolazione di un oggetto, o di eseguire un compito di scarso interesse per il bambino, come rimettere a posto i giochi al termine di un’attività. L’autoregolazione consente, inoltre, di mettere in atto strategie volte a facilitare l’attesa di una gratificazione, a calmarsi e auto-consolarsi nelle situazioni di disagio, a esprimere sentimenti in sintonia con il tono emotivo dell’ambiente circostante.

Nel caso di bambini più grandi, l’autoregolazione sostiene i processi di apprendimento e influenza la qualità dell’adattamento dei bambini stessi all’ambiente. Le ricerche mettono in luce come alcune componenti dell’autoregolazione siano associate soprattutto, ma non solo, con gli apprendimenti nell’area matematica.

Tale capacità sembra quindi essere fondamentale per l’individuo in quanto consente la regolazione autonoma della cognizione, del comportamento e delle emozioni.

Spesso ci si riferisce all’autoregolazione come a una capacità, tuttavia con questo termine si fa spesso riferimento a una molteplicità di processi: cognitivi, motivazionali, affettivi, sociali e fisiologici, tutti connessi al controllo dei comportamenti intenzionali.

In letteratura si rilevano due filoni di studi che hanno approfondito altrettante aree dell’autoregolazione: da un lato l’area relativa agli aspetti cognitivi enfatizzati dalla ricerca sulle funzioni esecutive (FE), dall’altro quella relativa agli aspetti affettivo-motivazionali enfatizzati dagli studi sulla regolazione delle emozioni.

Nel primo caso l’attenzione è volta ai processi di regolazione coinvolti nelle attività di monitoraggio, pianificazione ed esecuzione dei comportamenti finalizzati e complessi (problem-solving), mentre nel secondo caso oggetto di interesse sono i processi intrinseci ed estrinseci responsabili del monitoraggio, della valutazione e della modulazione delle reazioni emotive in base agli obiettivi individuali.

Gli aspetti rilevati all’interno dell’autoregolazione e le influenze in molteplici domini dello sviluppo fanno comprendere la centralità di questo costrutto in età precoce e il suo potere predittivo nei confronti delle espressioni cognitive, affettivo-motivazionali e comportamentali nel corso dello sviluppo.