La regolazione cognitiva

La regolazione cognitiva si basa su una serie di processi indicati con il nome di Funzioni Esecutive (FE). Tali funzioni sono implicate nei comportamenti complessi finalizzati a uno scopo e ne sono elementi importanti aspetti come l’avvio, la pianificazione, lo spostamento di un pensiero o dell’attenzione, l’organizzazione, l’inibizione di un pensiero o di un comportamento inappropriato, l’efficiente messa in atto di un comportamento complesso e prolungato nel tempo. Le FE ci servono tutte le volte che vogliamo o dobbiamo risolvere un compito nuovo, ad esempio, quando, invece di percorrere la stessa strada, ci viene richiesto di recarci in un luogo che non conosciamo, ogni volta che potremmo agire in base a un automatismo, ma le caratteristiche della situazione ci inducono a mettere in atto un controllo.

Sono componenti importanti di tali funzioni:

-l’inibizione, vale a dire la capacità di bloccare una risposta automatica o impulsiva, di rispettare il proprio turno, di non interrompere gli altri;

-l’aggiornamento continuo della memoria di lavoro, intesa come capacità di elaborare una quantità crescente di informazioni, che è attivata quando è necessario tenere a mente le istruzioni ricevute mentre si esegue un compito o per ricordare le regole di un gioco mentre si gioca;

-la flessibilità, che costituisce la componente più complessa e più tardiva e che consente di gestire i cambiamenti di routine, di cambiare una strategia se non funziona, di passare da una attività all’altra senza confondersi.

Queste funzioni cognitive entrano in gioco anche nelle situazioni socialmente ed emotivamente connotate; infatti, la complessità dell’interazione umana probabilmente rende proprio necessaria l’attivazione del controllo esecutivo, che unitamente ad altre capacità, come la Teoria della Mente o la regolazione emotiva consentono all’individuo di autoregolarsi nelle situazioni sociali.

Gli studi sullo sviluppo di tali abilità hanno evidenziato come esse emergano in età precoce, probabilmente a partire dal secondo semestre del primo anno di vita, con semplici forme di inibizione del comportamento, si sviluppino attraverso un lungo periodo, con i cambiamenti più importanti concentrati fra i 2 e i 5 anni e il raggiungimento della piena maturazione in adolescenza o nella giovane età adulta.