La regolazione del comportamento

L’abilità di agire in accordo con gli standard sociali e di regolare il proprio comportamento è uno dei principali compiti di sviluppo nei primi anni di vita. Secondo la studiosa Claire Kopp, è possibile riconoscere precise fasi di sviluppo di tale abilità: la prima, dalla nascita fino ai 2-3 mesi è caratterizzata dalla modulazione da parte degli adulti che intervengono a regolare le reazioni del bambino. Durante la seconda fase, tra i 3 e i 9 mesi, il comportamento subisce modificazioni in relazione allo sviluppo motorio e allo sviluppo percettivo che favoriscono l’assunzione da parte del bambino di un ruolo attivo nell’interazione con l’ambiente. Nella terza fase descritta da Kopp, tra i 12 e i 18 mesi circa, si manifestano le prime capacità di controllo del comportamento da parte del bambino: compare infatti il comportamento intenzionale e la consapevolezza dell’azione che danno luogo alla consapevolezza delle richieste sociali e alla capacità di iniziare, mantenere o cessare un comportamento in relazione alle richieste di un adulto. Secondo l’autrice, solo a partire dai 36 mesi, in corrispondenza della produzione di strategie, dell’introspezione consapevole, di una maggiore flessibilità del controllo per far fronte alle mutevoli richieste delle situazioni, è possibile parlare di autoregolazione in senso stretto.

Le abilità di autoregolazione coinvolte nel sostenere e nell’inibire un comportamento sono probabilmente legate a due sistemi temperamentali inibitori: un meccanismo basato sulla paura, che si attiva in relazione alla richiesta di interrompere un comportamento e un meccanismo basato sul controllo volontario, che consente sopprimere una risposta dominante e mettere in atto una risposta non dominante.